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nucleare no grazie

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Innovazione energetica e creazione di lavoro
di .: raffaello h. :. - 06.01.2009

Sul sito dell'università di Berkeley (California), all'indirizzo http://are.berkeley.edu/~dwrh/CERES_Web/index.html è riportato uno studio del prof. David Roland-Holst dal titolo "Energy Innovation and Job Creation in California", realizzato nell'ottobre del 2008.

Dagli studi del professore, apprendiamo che in California, l'applicazione di leggi molto restrittive contro gli sprechi energetici, ha prodotto negli ultimi 35 anni risultati eccezionali: mentre il fabbisogno energetico nel resto degli U.S.A. aumentava del 50%, lì rimaneva pressoché costante.

Come noto la California non è un paese arretrato, da sola potrebbe far parte del G7 senza il resto degli States.

La politica energetica californiana è molto semplice: si incentiva l'installazione di pannelli solari e si tengono sotto controllo i consumi degli elettrodomestici e l'isolamento termico degli edifici.

Lo stato ha si sottratto svariati miliardi di dollari al settore energetico tradizionale, con una perdita stimata di circa 25.000 posti di lavoro, ma ne ha recuperati oltre un milione e mezzo nei nuovi settori: dalle fabbriche di pannelli solari, alla ricerca, ai nuovi interventi nell'edilizia, ma anche in tutti i settori commerciali dell'economia tradizionale, che hanno beneficiato del surplus di risorse economiche delle famiglie, dovuto ai risparmi sulle bollette.

Mentre l'economia del paese cresceva e si sviluppava, la California evitava di costruire qualcosa come 25 nuove centrali elettriche, con tutti gli annessi e connessi (indebitamento, inquinamento, ecc.) evitando di incrementare l'importazione di gas e petrolio.

Anche in Italia, una simile politica energetica, potrebbe portare alla soluzione di molti problemi: rilancio dell'occupazione e dello sviluppo, diminuzione della dipendenza energetica dall'estero, diminuzione dell'inquinamento e migliore tutela della salute pubblica. Il tutto senza ulteriori indebitamenti.

Leggendo questo studio, vengono subito alla mente i neo-nuclearisti italiani "E come le mandi avanti le industrie? Col pannello solare? E quando piove? Ah ah ah..."

Che gente! E noi siamo pronti a farci costruire delle centrali nucleari sotto casa da questi individui? Chi mente senza ritegno sulla necessità del nucleare, come può essere credibile quando sostiene di poter gestire le scorie radioattive? Sono al corrente, questi signori, dei risultati ottenuti dalla California?

Ma si sa come funziona da noi: il nucleare porta commesse di miliardi e miliardi di euro in mano a poche persone...
Chissà, forse tra i nostri politici si nasconde qualcuno che, invece di pensare al bene comune, pensa al proprio tornaconto personale? Possibile?
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